22/02/2019 4.00

Il fuoco altoatesino di Turbo Sinner

Non bisogna farsi condizionare da un singolo torneo, ma non c'è dubbio che il Trofeo Faip-Perrel di Bergamo (46.600€, Greenset) abbia battezzato la nascita di una piccola stella. Il modo in cui Yannik Sinner ha cancellato Gianluigi Quinzi è stato impressionante. Se nei turni precedenti si era concesso un set di “distrazione”, in un venerdì sera colmo di pubblico non si è mai distratto e ha raccolto un terrificante 6-2 6-3. “Terrificante” perché Quinzi non ha giocato male, ha provato a fare la sua partita, a tessere la sua ragnatela, ma è stato travolto dal bombardamento altoatesino. Dritto o rovescio non importa, lui spinge a volontà. Ma lo fa con gli occhi ben aperti e il giusto discernimento. 

Nel primo set, Quinzi ha fatto la stessa fine dei precedenti avversari di Sinner: sorpreso dal suo forcing, ha faticato ad arginarlo. Pronti via, 2-0. Quinzi trovava il controbreak, ma poi l'altoatesino scappava sul 4-1 e poi chiudeva 6-2, al quinto setpoint. A piena trance agonistica, Sinner volava sul 3-0 anche nel secondo, ma Quinzi si affidava alla grinta che lo aveva salvato nei turni precedenti. Trovava il controbreak (2-3), ma Sinner faceva capire chi comandava, almeno oggi, con un break a zero al sesto game. Il punto che gli ha dato lo 0-30 è stato un dritto fantastico, lungolinea, da posizione quasi impossibile. Ma le stimmate di Sinner si sono viste tutte nell'ultimo game, quando ha servito per il match. Sul 30-30, un suo disperato recupero colpiva il nastro e po finiva fuori di un soffio. Sulla palla break, scaraventava un rovescio all'incrocio delle righe, scatenando l'ovazione dei 1.500 del Pala Agnelli. Come se non bastasse, ne ha tirati altri due, con una coraggio che rasenta l'incoscienza, e ha potuto esultare. Moderatamente, da buon altoatesino.

“PAURA? SOLO CON GLI SCI AI PIEDI”
Dopo aver percorso il tunnel che conduce negli spogliatoi, e abbracciato il sul clan, Sinner si è goduto i primi attimi di vera popolarità. “Avevo preparato la partita con l'idea di spingere sul dritto di Quinzi – racconta – lui preferisce tirare con il rovescio. Con il dritto muove un po' meglio la palla, ma se spingi lo metti in difficoltà”. Vero, ma poi lo ha bucherellato un po' da tutte le parti. Ciò che impressiona, come detto, è l'equilibrio tra i due fondamentali. Caratteristica non così usuale. “Il mio colpo migliore è il rovescio, ma stiamo lavorando tanto con il dritto. In questo momento, è il colpo con cui spingo di più”. Non solo è il più giovane semifinalista nella storia del torneo, ma è anche il primo tennista nato nel 2001 a conquistare la semifinale in un torneo Challenger. Un traguardo ottenuto con la qualità, ma anche con il coraggio mostrato nell'ultimo game. Yannik, ma hai mai avuto paura? “Sinceramente avevo più paura quando sciavo! - ha scherzato – nel cancelletto prima di una discesa c'era un po' di paura. Qui no, al massimo c'è parecchia tensione. Oggi ho semplicemente cercato di usare il mio colpo forte nei momenti importanti”.

Ovviamente, non gli era mai capitato di giocare davanti a un pubblico così numeroso. “Al Trofeo Bonfiglio c'era parecchia gente, ma non così tanta. Sinceramente non ho guardato tanto fuori dal campo, mi sono limitato a pensare alla partita. Credo di aver gestito il tutto abbastanza bene. Quando scendi in campo c'è un po' di tensione in più, ma allo stesso tempo è molto bello giocare in un palcoscenico del genere”. Lo rivivrà tra poche ore, visto che giocherà la seconda semifinale non prima delle 20.30, contro Tristan Lamasine. Ovviamente sarà il primo scontro diretto tra i due. Davanti a un palazzetto gremito, la sua freddezza altoatesina potrà tornargli molto, molto utile.