19/02/2019 4.00

Gambe e cuore salvano Quinzi

Non c'era la stessa attesa di cinque anni fa, quando il Pala Agnelli si riempì all'inverosimile in un anonimo martedì sera. All'epoca, Gianluigi Quinzi era il Golden Boy del tennis italiano, campione in carica di Wimbledon Junior. Giocò una discreta partita, ma perse contro Jan Hernych. Da allora sono cambiate tante cose, non sempre in meglio, ma almeno il risultato d'esordio al Trofeo Faip-Perrel (46.600€, Greenset) gli sorride. Non era un match facile contro Roman Safiullin, più giovane di lui di un anno e ben più forte della sua attuale classifica (n.318 ATP). Quinzi, accompagnato a Bergamo da coach Fabio Gorietti, ha mostrato le consuete virtù e i soliti vizi. Quel dritto non convince a fondo, con la palla che fatica a viaggiare quanto dovrebbe, e poi c'è quell'atteggiamento sempre un po' nervoso, figlio della frustrazione di chi non pensava, il 19 febbraio 2019, di trovarsi a lottare in un torneo Challenger. 

Di buono c'è una gran voglia di vincere, una generosità a tratti commovente nel rincorrere ogni palla dell'avversario, anche la più ficcante. E il rovescio resta un gran colpo. Il cocktail di questi ingredienti ha prodotto un 6-3 4-6 7-6 che spinge il marchigiano negli ottavi: tornerà in campo giovedì ed è un'ottima notizia, perché il match è terminato ben oltre le 23 e avrà bisogno di recuperare per presentarsi al meglio contro il francese Elliot Benchetrit. Un match "scivoloso", ben più complicato di quanto suggerisca il nome dell'avversario. Quello contro Safiullin sembrava un match di routine, ma nel tennis basta poco per cambiare tutto. "GQ" si distraeva nel sesto game del secondo set e l'avversario gli scappava via sul 5-2. Un game molto fortunato (due doppi falli di Safiullin e un nastro vincente sulla palla break) consentivano a Quinzi di tornare nel set, ma bruciava tutto nel decimo game. Era nervoso, Quinzi, tra manifestazioni di disappunto e qualche parolina di troppo. Però aveva il merito di restare mentalmente nel match. Una grinta ammirevole compensava le difficoltà emotive e gli permetteva di restare in partita, specie quando doveva rimontare da 15-40 nel sesto game. Il match filava via "on serve" fino al 6-5, dopodiché Safiullin si portava sullo 0-30 nel dodicesimo game. Quinzi intascava quattro punti di fila e nel tie-break firmava lo strappo decisivo sul 2-1, quando il russo gli concedeva un doppio fallo (alla fine ne commetterà otto), mentre Quinzi artigliava il tie-break con un fantastico punto in difesa. Dal 4-1 si portava sul 6-2, poi chiudeva 7-4. La grinta, l'attaccamento alla partita e la voglia di vincere fanno ben sperare: per il resto, andrà valutato contro avversari più forti. 

In precedenza, era terminata l'avventura di Federico Arnaboldi. Il baby comasco è entrato in tabellone grazie al forfait in extremis di Stefano Travaglia (adduttore destro) e ha tenuto per qualche game contro il britannico Ian Choinski. La maggiore esperienza dell'avversario è emersa rapidamente e per il piccolo "Arna" (cugino di Andrea, semifinalista nel 2014) rimane un'esperienza interessante, chiusa col punteggio di 6-3 6-1. Mercoledì si parte alle 10 per un programma che prevede ben cinque italiani. Oltre al derby Baldi-Bonadio, si giocano Brancaccio-Halys, Marcora-Safwat e (in sessione serale) Napolitano-Ilkel. Da segnalare anche l'esordio di Evgeny Donskoy, testa di serie numero 1, opposto al giovane spagnolo Zapata Miralles.