18/02/2018 4.00

Il gigante buono vuole emozionare ancora

A tre anni dalla splendida cavalcata che lo portò a sfiorare il titolo all’ATP 250 di San Paolo, e l’avrebbe poi spinto fra i top-100, Luca Vanni prova a rinascere al Trofeo Perrel-Faip. Ha battuto lo slovacco Nema e si giocherà un posto in tabellone con Filip Horansky. Al turno decisivo delle qualificazioni anche Filippo Baldi. Domani scatta il main draw: in serata Davidovich-De Bakker.
Nel febbraio del 2015, Luca Vanni si regalava all’ATP 250 San Paolo il miglior risultato in carriera, spingendosi dalle qualificazioni fino alla finale del Brasil Open, persa al fotofinish contro Pablo Cuevas. Un traguardo impensabile solo qualche mese prima, che sembrava destinato a cambiargli la carriera e in parte l’ha fatto, proiettandolo in una nuova dimensione. Gli ha permesso di arrivare al numero 100 della classifica mondiale, di giocare tre Slam e di togliersi quelle soddisfazioni inseguite a lungo, ma la gloria è durata meno del previsto. Tre anni dopo, da numero 288 del ranking ATP, il 32enne di Foiano della Chiana è rimasto fuori di un solo posto dal tabellone principale del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (64.000€, Greenset), trovandosi costretto a tornare a giocare le qualificazioni di un Challenger a quattro anni e mezzo dall’ultima volta. Poco male: nei due match giocati sin qui all’Alzano Palasport il “Gigante Buono” ha mostrato una superiorità importante, oggi ha battuto con un facile 6-3 6-2 lo slovacco Patrik Nema e lunedì proverà a conquistare con le proprie mani il posto nel main draw che la sorte gli ha negato per un soffio. “Il tennis – racconta – è così: perdi qualche partita combattuta, arriva qualche acciacco fisico e la classifica peggiora di conseguenza. Mi sono dovuto fermare qualche settimana per uno stiramento muscolare alla gamba, poi nel novembre dello scorso anno non sono riuscito a difendere i punti dei due titoli Challenger di fine 2016 (a Brescia e Andria, ndr), e ho perso parecchio terreno”. La scorsa stagione ha anche provato a cambiare guida tecnica, dopo parecchi anni alla Tennis Training School di Foligno, affidandosi per qualche mese a Stefano Baraldo. Ma poi è tornato all’ovile e da lì è ripartito, con le solite cure di Fabio Gorietti e Federico Torresi, quest’ultimo con lui al Trofeo Perrel-Faip, dove ha trovato una superficie più lenta rispetto a quella delle sue ultime apparizioni, mai particolarmente fortunate.
Le condizioni meno rapide lo aiutano: è vero che sui campi più veloci il servizio a oltre 200 all’ora gli regala tanti ace in più, ma “Lucone” ha sempre preferito scambiare, manovrare il gioco col back e lavorare ai fianchi gli avversari. L’ha fatto anche con Nema, incontrando qualche difficoltà solo in avvio di secondo set. Nel game d’apertura ha ceduto per la prima volta il servizio, ma ha messo immediatamente le cose a posto con un parziale di quattro game consecutivi, è tornato padrone del match e l’ha risolto in appena 66 minuti. Curiosamente, l’ultimo ostacolo che lo separa dal tabellone principale è un altro slovacco, il terzo in tre giorni, ovvero Filip Horansky, a segno in rimonta sul francese Mick Lescure. “Mi sento bene – ha continuato Vanni – e dopo la trasferta in Australia, dove sono andato senza la giusta preparazione, mi sono fermato per tre settimane, ad allenarmi come si deve, cosa che non ero riuscito a fare nel finale del 2017. Ora sono pronto, e giocare le qualificazioni non è affatto un problema. Tornerò anche a disputare qualche torneo Futures, con l’obiettivo di giocare più partite possibile. Al momento è ciò di cui ho bisogno. La priorità è star bene, per riuscire a riprendere tutti quei meccanismi che mi avevano permesso di arrivare fra i primi 100”. A 32 anni non è più giovanissimo, e tornare a certi livelli non sarà semplice, ma se c’è una cosa che a Vanni non manca è la voglia di fare. “Voglio mandare un messaggio di speranza a tutti quelli che credono di potercela fare in questo sport, e punto a tornare ad emozionarmi e a emozionare. Gioco per quello: il tennis regala emozioni incredibili e nei miei momenti migliori ne ho vissute tante, condividendole con le persone che mi stanno vicino e con tutti gli appassionati che mi hanno fatto sentire il loro affetto. Mi piacerebbe poter rivivere certi momenti, per godermeli ancora di più”.
ANCHE BALDI E BASSO AL TURNO DECISIVO
Insieme a Vanni, la domenica bergamasca ha promosso al turno decisivo delle qualificazioni anche altri due italiani: Filippo Baldi e Andrea Basso. Sul campo del Città dei Mille il primo ha vinto un match delicato contro lo svizzero Adrian Bodmer, l’unico del giorno a superare le due ore. Dopo due set molto combattuti il 22enne di Vigevano è emerso alla distanza nel terzo, spuntandola per 7-6 5-7 6-2 e prenotando la sfida col croato Nino Serdarusic, che a sorpresa ha fatto fuori in due set l’ex n.52 ATP Igor Sijsling. Il genovese Basso, invece, ha messo fine in soli 43 minuti alla corsa della wild card bergamasca Davide Scainelli, battuto per 6-0 6-2, e lunedì mattina affronterà il francese Sadio Doumbia. L’altro incontro che metterà in palio un posto nel main draw sarà invece fra il lituano di Bergamo Laurynas Grigelis (6-3 7-6 a Marco Bortolotti) e il francese Yannick Jankovits. In più, uno dei quattro eliminati al turno decisivo avrà la certezza di entrare in tabellone come lucky loser, grazie al forfait del portoghese Goncalo Oliveira, costretto a rinunciare agli Internazionali a causa di un problema alla caviglia sinistra.
SCATTA IL TABELLONE PRINCIPALE
Domani il Trofeo Perrel-Faip vivrà un piccolo unicum nella sua storia, perché per la prima volta si giocherà in ben tre impianti diversi nello stesso giorno. Dalle 10 del mattino il Città dei Mille e l’Alzano Palasport ospiteranno gli ultimi quattro incontri delle qualificazioni, mentre nel pomeriggio scatterà il tabellone principale, con le prime tre sfide. Il programma del PalaNorda si apre alle 15 con un incontro di doppio, poi sarà la volta di Safwat-Bonzi e quindi di Zopp-Zapata Miralles. Alle 20.30 il match clou della prima giornata, con in campo due dei giocatori più attesi della tredicesima edizione. Da una parte ci sarà l’olandese Thiemo De Bakker, già numero 40 del mondo e reduce dall’ATP 500 di Rotterdam, dall’altra la giovane stellina spagnola Alejandro Davidovich Fokina, 18enne vincitore nel 2017 del torneo di Wimbledon riservato agli juniores.